
LO SCATTO PIU' RAPPRESENTATIVO DELLA MIA ESTATE

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Piumaviola 21:54 |
commenti (6) |
E' UN PIACERE IMMENSO PORTARE QUESTE MIE VALIGIE PESANTI
27/08/2009
Rientro dalle vacanze (che io continuo a chiamare vacanze e non "ferie", perché la parola "ferie" non mi piace per niente) con un bagaglio bello e pesante, che mi affatica le braccia, ma che sono fiera di portare.
Sono rimasta in Italia, quest'anno.. ed assieme al moroso abbiamo girato un po' il centro della nostra bellissima penisola, in campeggio, spostandoci sempre per vedere più cose possibili nei pochi giorni a nostra disposizione.
Vacanze economiche, ma belle "piene", che rifarei domani, se potessi.
Abbiamo visto cose meravigliose e più di una volta siamo rimasti insieme a bocca aperta davanti al paesaggio, convinti che ci trovassimo in posti stupendi, forse i più belli in cui fossimo mai stati e che avremmo mai visto.
La nostra tendina è, paradossalmente, tutto ciò che abbiamo in comune, in questo momento. Spesso, prima di addormentarmi, la sera, ho pensato che quella era casa mia, casa nostra. Che non avrei voluto essere da nessun'altra parte che lì, accanto a lui, sul nostro materasso gonfiato con enormi sforzi sotto il sole cocente. Lì, con le gambe un po'stanche e l'animo sereno.
Sono rientrata a casa giusto in tempo per andare a trovare un caro zio, che sapevo non stare troppo bene. Un giorno più tardi e non l'avrei più visto. Invece mi ha ancora stretto la mano, guardato negli occhi. Anche sul punto di morte è stato lui a dare coraggio a me, dicendomi con quello sguardo più di quanto potesse dirmi con mille parole. Ho capito che la vita va guardata dal fondo. Che il senso di tutto sta nella sua fine, che è poi in sostanza un nuovo inizio. Ho assistito un uomo nell'ora del suo trapasso. Cosa che la maggior parte delle persone non hanno la fortuna (si sì, ho detto proprio fortuna) di provare, nella propria vita. Non è non parlandone o non affrontandola che si allontana. La morte è l'unica cosa che ci accomuna tutti. Un momento difficile da accettare, durissimo anche per una persona di fede, come me. Ma che fatto è una certezza. Ci passeremo tutti. E bisogna essere pronti, per affrontarla. "Vive memor mortis", diceva il mio amatissimo, defunto zio. L'aveva fatto anche scrivere sotto la meridiana di casa sua.
E mentre lo vedevo partire per il suo viaggio più lungo.. , mentre assistevo alla morte del suo corpo, allo stesso modo avevo di fronte a me la vita. Quella vera, eterna. Dio era ovunque, riempiva la stanza e le nostre anime, spaventate e distrutte dal dolore.
E' soprattutto questo che "gonfia" le valigie del mio ritorno alla vita quotidiana. Si è rafforzata ancora di più la certezza di quello che c'è dopo... e la voglia di vivere al meglio il presente, ogni singolo istante della mia vita.
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Piumaviola 16:17 |
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POST ALLO SPECCHIO - IL BACIO
28/07/2009
Eravamo già al quinto, sesto cocktail artigianale.. la sfida si faceva dura. "Chi si ubriaca prima?" - era la scommessa. Non c'era niente in palio, per il vincitore. Era una cosa fra amici giusto per ridere. E in effetti stavamo ridendo parecchio. All'epoca avevamo diciotto/diciannove anni e ci trovavamo, in comitiva, nella casa in montagna di un nostro amico a festeggiare il capodanno.
All'ennesimo bicchiere il moroso ha detto basta e si è buttato sul letto, nell'altra stanza. L'ho seguito saltellando in preda ai fumi dell'alcool "Ti arrendi? Eh? Ti arrendi??"..
poi mi sono chinata al suo fianco.. e con la lingua sciolta mi è scappata la confessione dei miei sentimenti. Parlavo senza volerlo. La mia mente mi diceva "Ma che fai? Così rovinerai tutto!" eppure le parole venivano fuori da sole. "Posso darti un bacio sulla fronte, Moroso?" Non gli ho dato il tempo di rispondere e l'ho fatto. Un bacino tenero, subito ricambiato, sulla mia fronte.
Poi ci siamo addormentati una accanto all'altro, abbracciati. In quel momento avevo già capito che la nostra amicizia era diventata qualcosa di più. Non sapevo ancora qual era la portata del fiume che mi stava scorrendo dentro.. ma sentivo che un seme era germogliato. E aveva tutte le sembianze del fiore più bello del mondo.. quello che poi effettivamente si è dimostrato di essere.
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Piumaviola 12:50 |
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E I MIEI OCCHI NEI SUOI..
21/07/2009
Ho conosciuto un ragazzo, si chiama Flavio.
E' carino. Un tipo alto e magro.. capelli scuri, occhi verdi con delle ciglia lunghissime, barba incolta. Mi piace.
Non so spiegare perché. Non è il più bel ragazzo del mondo, ma l'ho notato in mezzo ad un sacco di altre persone.
C'è da dire che ha degli occhi molto profondi. Per intenderci, il suo sguardo mi ricorda quei primi piani degli attori che interpretano il ruolo di Gesù Cristo al cinema.
Qualsiasi cosa abbia in mente, anche la più stupida, sembra sempre che si tratti della cosa più importante e pura del mondo.
Il lato brutto della faccenda è che non è facile stabilire un contatto con lui. E' più facile che si interessi di fotografia, animali, natura piuttosto che ad una ragazza.
Ogni volta che credevo di aver creato un feeling speciale dovevo ricredermi, perché si ditraeva da me dopo pochi istanti.
Bastava un fruscìo fra le foglie, un raggio di sole di una luce particolare, fra le nubi, un uccellino che prendeva il volo in lontananza.. e vedevo il suo sguardo scavalcarmi, come se io non esistessi più, per cogliere questi particolari..
"Scusa, dicevi?" - due parole, accompagnate da quello sguardo profondo cercavano poi di ristabilire la conversazione interrotta.
Non so se potrebbe essere una persona adatta a me. Mi sembra troppo tranquillo, troppo perso in se stesso. Invece che tentare di conoscermi continuava a fare foto al paesaggio.
Però c'è da dire che negli attimi in cui si dedicava a me lo faceva con dolcezza e serietà. Provavo con lui quella sensazione di sicurezza che si ha da bambino stringendo la mano dei propri genitori.
E' un bravo ragazzo. Rispettoso, educato. L'ho visto sempre circondato da mille persone e tutte sembravano stimarlo e volergli bene.
Gli invidio il grande senso pratico e la semplicità d'approccio con la gente. Se c'è qualcosa da fare non dà ordini a terze persone, ma si tira su le maniche e ci prova da sé. Questo l'apprezzo molto. Così come il fatto che sia generoso. Per fare un piacere a qualcuno spesso e volentieri ci rimette dalle sue tasche.... e gli basta ricevere in cambio un sorriso.
Insomma. Ho conosciuto un tipo che mi piace. Ha mille difetti ma anche mille pregi.
Lo scrivo qui perché non ho paura di dirlo al moroso. Se uno è carino e gentile mica si può dire il contrario. E' un parere oggettivo.
E poi può stare tranquillo. Questo ragazzo è già impegnato. Da sei, forse sette anni. Di sicuro non guarda me. E poi adesso sta per metter su casa con la sua dolce metà.
LEGENDA: "Se io non fossi il tuo ragazzo ti piacerei come persona? Mi piacerebbe che mi guardassi dall'esterno come se fossi uno qualsiasi, non il tuo fidanzato.. e che mi dicessi cosa vedi".
Il moroso mi ha buttato lì questa domanda. Io non sono una persona dalle risposte affrettate, soprattutto quando riguardano l'animo di una persona. Quindi mi son presa del tempo per riflettere. Non è facile guardare una persona dall'esterno quando condividi con lei una buona parte del tuo cammino. Quando ti senti in qualche modo "sconfinare" in lei e sei consapevole che dall'altra parte avviene lo stesso in te. Eppure ci ho provato.
Mi son messa lì a staccare le radici che avevo fatto su di lui e a disticare le sue da me. Un lavoro di pazienza certosina necessario per essere obiettiva. E finalmente l'ho visto come se fosse stato un ragazzo appena incontrato. E il risultato è quello che ho scritto qui sopra.
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Piumaviola 15:56 |
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